Capitanata in Smoking

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Parata di campioni dello sport del passato e firme eccellenti del giornalismo italiano a Foggia per il prestigioso Galà annuale della Fondazione La Capitanata per lo Sport. Luigi di Biagio, indimenticato centrocampista rossonero ai tempi di Zemanlandia, Pantaleo Corvino DS del U.S. Lecce, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport da Maggio 2018, Franco Ordine giornalista di fama nazionale e foggiano di nascita, Fabio Cannavaro difensore della nazionale di Marcello Lippi campione del Mondo nel 2006 e unico difensore italiano ad aver vinto il pallone d’oro. Queste le stelle dello sport e del giornalismo che si sono alternate sulla passerella di Casa Freda, location del Gran Galà delle stelle. A fare gli onori di casa il presidente della Fondazione La Capitanata per lo sport Aristide Guerrasio ed il direttore Generale Belisario Masi, che hanno voluto organizzare con tutte le loro forze questa serata anche per illustrare i programmi futuri che la fondazione ha in serbo, affermando sempre con più convinzione la loro volontà affinché lo sviluppo del territorio avvenga anche attraverso iniziative sportive significative. Nel corso della serata i padroni di casa hanno esposto nel dettaglio quelli che sono i programmi e gli obiettivi del 2024, ed i punti più importanti riguardano l’impiantistica sportiva e la valorizzazione dei giovani atleti del territorio. La vera chicca emersa però, è la volontà da parte della Fondazione di costruire uno stadio nuovo per la città di Foggia e far sì che l’attuale e glorioso stadio “Pino Zaccheria” possa diventare un vero e proprio museo del calcio. Non è stata casuale la presenza durante la serata del DS Pantaleo Corvino, da sempre considerato un vero e proprio talent scout, nel suo palmares oltre a tantissimi campionati nella massima serie, in cadetteria e in Champions League, ha il grande merito di aver scoperto numerosi giovani promesse che poi hanno calcato palcoscenici calcistici importanti. A questo proposito il direttore Generale Masi ha svelato la loro volontà di far diventare il torneo di calcio “Trofeo Arpi”, che il prossimo anno giungerà alla sua quarta edizione, un vero e proprio appuntamento fisso per i giovani calciatori. Come Viareggio è una vetrina per i calciatori primavera il trofeo Arpi si prefigge di diventare una vera e propria vetrina per i giovani calciatori quindicenni non più a carattere locale bensì nazionale ed internazionale. Già avute le adesioni di alcune squadre appartenenti a settori giovanili professionistici come l’U.S. Lecce e il Sassuolo a cui si aggiungeranno sicuramente quelle di altre squadre di caratura nazionale. Lo stesso torneo che prima era limitato allo svolgimento delle gare esclusivamente su campi di gioco del capoluogo dauno, nella prossima edizione si svolgerà anche sui campi della provincia, creando cosi quelle sinergie giuste tra le varie società e avendo soprattutto possibilità di confronto con squadra tecnicamente più evolute. Nel corso della serata è stata presentata anche la mascotte del trofeo battezzata con il nome di Pasqualino, che per la sua particolare veste grafica promette di portare una importante ventata di novità e simpatia. Ultima anticipazione per la prossima edizione del trofeo Arpi ha riguardato il nome del testimonial che sarà il foggiano Pasquale Padalino, ex pilastro difensivo di Foggia, Inter e Fiorentina solo per cintarne qualcuna e prodotto del vivaio locale. Proprio la presenza dell’ex difensore rossonero servirà ad evidenziare quanto sia importante il prodotto del vivaio locale e soprattutto quale sia l’importanza che i settori giovanili delle squadre di calcio, soprattutto di quelle cosiddette provinciali, rivestono rappresentando linfa vitale per le società. Al DG Masi fa eco la nota firma del giornalismo nazionale Franco Ordine che si è lasciato andare ad una breve panoramica, oltre che sulla città di Foggia a cui si sente molto legato per esserci nato, anche sulla squadra rossonera di cui si professa grande tifoso e che purtroppo non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori, pagando probabilmente qualche errore di valutazione fatto ad inizio di stagione. Inoltre sottolinea che il calcio Italiano è in sofferenza, ed anche nel massimo campionato emergono delle criticità legate ai bilanci non proprio in positivo delle varie società che potrebbero essere risolte in parte o totalmente prestando maggiore attenzione ai settori giovanili valorizzando i giovani calciatori dei rispettivi vivai. Ospite d’eccezione del Galà anche l’ex centrocampista del Foggia Luigi Di Biagio, che ha scritto pagine importanti della storia calcistica della nostra città e che nell’intervista a noi rilasciata (i link di tutte le interviste degli ospiti della manifestazione in fondo all’articolo) ci ha confidato che in passato ci sono stati contatti con il sodalizio rossonero e che seppure allenare a Foggia non è semplice, sarebbe ben felice di sedere sulla gloriosa panchina rossonera, tanto che si congeda dai nostri microfoni sostenendo che “Nel calcio non si può mai sapere come vanno le cose, quindi mai dire mai!”, affermazione che porta i tifosi rossoneri, soprattutto i più nostalgici, a sognare un futuro colorato a tinte rosse e nere per l’allenatore romano. Ad avere parole di elogio per la Fondazione la Capitanata per lo Sport è stato anche il noto giornalista televisivo Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport da maggio 2018 e colonna portante in qualità di giudice, del programma televisivo di mamma Rai Ballando con le stelle. Il noto giornalista ci tiene a ricordare le emozioni che in passato, ai tempi della famosa Zemanlandia, ha provato venendo allo stadio Pino Zaccheria, sostenendo che quella squadra di cui facevano parte giocatori poi diventati celebri come Baiano, Signori e Rambaudi, solo per citare il tridente, regalava azioni, goal e spettacolo che sono rimaste in maniera indelebile nella storia del calcio italiano. Proprio per questo ancora oggi quando si parla dell’allenatore boemo non si può non fare riferimento al “Foggia di Zeman” che è diventato una sorta di icona e non nasconde che l’idea del Foggia allenata dal tecnico di Praga ha accompagnato la sua carriera giornalistica. Momento importante dell’intervista che lo stesso Zazzaroni ha rilasciato ai nostri microfoni è stato quando ha dichiarato che “La squadra rossonera legata a quel periodo è stata una squadra iconica che ha rappresentato un fenomeno nuovo per il calcio italiano e senza timore per importanza posso paragonare il Foggia di Zeman al Milan di Rocco o al Bologna di Bernardini, e purtroppo credo che fenomeni di questo genere siano irripetibili”. Parole del direttore del Corriere dello Sport che sicuramente non possono non inorgoglire i tifosi rossoneri, che sperano di poter rivivere altri momenti calcistici importanti proprio come quelli legati alla squadra guidata dal tecnico Boemo.