Fabio Gallo si presenta: “L’obiettivo è esaltare questi ragazzi e far uscire le loro qualità”

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Termina il silenzio stampa del Foggia con la conferenza del nuovo allenatore Fabio Gallo e del nuovo direttore sportivo Matteo Lauriola. Questa mattina si è tenuta la presentazione di entrambi allo stadio Zaccheria prima della gara di domani che si giocherà contro la Gelbison.

In questo momento ho giocatori forti. La società mi ha chiamato e mi ha convinto a venire qui. Devo ringraziare loro per avermi scelto“. – ha esordito il nuovo allenatore del Foggia Fabio Gallo– “Nel momento in cui sono stato chiamato ho subito accettato. Foggia è una piazza straordinaria dove poter allenare. Cerco di cucire addosso il vestito migliore ai calciatori. Siamo molto in difficoltà nella difesa ma faremo il possibile. La mia visione di gioco cerco di portare alla squadra palleggio e predominio del gioco poi dipende dagli avversari. Mi piacerebbe avere una squadra con il pallino del gioco. Ho trovato un gruppo impaurito e una squadra bloccata poi ho visto un po più di qualità che devono tirare sempre più fuori. La società ha deciso che possa essere io la persona giusta nel trovare la soluzione per riprendersi da un momento difficile. Quando una squadra va male si dice che non sta bene fisicamente. Dubito che non si siano mai allenati ma è la stanchezza mentale che subentra. Ho visto una squadra che fisicamente è arrivata meglio a fine partita. Quando subentri bisogna allenare l’aspetto tecnico, tattico e mentale. Sono abituato a lavorare con la palla per dare intensità in allenamento per andare forte in partita. Lavoreremo sulla frequenza e aggressività sulla palla. Cercherò di dare intensità il più possibile a tutto quello che faremo. La squadra deve accorciare in avanti. L’obiettivo è cercare di portare l’idea di riaggredire in avanti. Non è semplice perché sono arrivato da poco. Non abbiamo tempo e chi sarà pronto giocherà chi non lo sarà non giocherà. Sono abituato a dire la verità. Se uno non merita di giocare non gioca. Difenderò sempre i calciatori e verranno tutelati. Ho iniziato con il settore giovanile e ho lanciato tanti ragazzi e li ho fatti giocare quando erano giovani. Non mi interessa la carta d’identità. Avevo l’esigenza di voler allenare e fare quello che mi piace. Per i difensori in caso di difficoltà abbiamo giocatori che possono adattarsi come Frigerio e Petermann. È un momento di difficoltà e dobbiamo sacrificarci. Sono gli esterni che fanno la differenza nel giocare a 3 dietro. Il sistema di gioco che mi piace è il 4-3-2-1. Poi sono numeri dobbiamo mettere più qualità possibile in campo. L’obiettivo è esaltare questi ragazzi e quando usciranno fuori non si fermeranno più. Meritiamo 4 punti perché abbiamo 4 punti. Cercherò di allenare più sistemi di gioco perché poi bisogna adattarsi alle altre squadre. Più cose sappiamo più siamo pronti. Siamo in un momento in cui lavoreremo su una sola idea e poi su altre. La partita di domani è contro una squadra fisica che ha individualità importanti. Sarà una partita dove dobbiamo ragionare da squadra sotto classifica con la stessa mentalità”.

“È il momento migliore per venire qui a Foggia. Devo ringraziare la squadra per la disponibilità che mi ha dato nell’ascoltarmi” – ha dichiarato il direttore sportivo del Foggia, Matteo Lauriola – “La squadra così com’è stata composta non merita questa classifica. Ringrazio la società per avermi scelto. Ho detto loro già quali possono essere i problemi riscontrati e quali sono le aree su cui agire. Il mister aveva voglia ed entusiasmo di venire qui. Il gruppo ha tante qualità ma bisogna tirarle fuori. Ho un mio modo di vedere calcio e ho le mie idee che voglio portare avanti. La squadra deve essere allenata con i concetti e fisicamente. Quando i ragazzi non si allenano nei concetti, e quando non si allenano fisicamente, diventa la partitella amichevole del giovedì. A Foggia non è consentito. Ho posto l’attenzione sul farmi conoscere dal gruppo e ho incontrato ognuno di loro singolarmente. Devo fare capire cosa significa vestire la maglia rossonera che ha storia e blasone. Chi manca di rispetto a questa squadra, alla tifoseria e alla storia non può stare qui. La porta dello spogliatoi sarà chiusa perché è la nostra porta di casa come anche in campo ci devono essere solo gli addetti ai lavori. Dobbiamo essere liberi di parlare con i calciatori. Il mercato dura un mese il difficile è la gestione e intervenire sulle esigenze dei calciatori e sui loro problemi. Quando arriverà gennaio vedremo in che posizione saremo. I concetti vanno allenati durante la settimana”.

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