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    Il calcio romantico

    In un periodo storico in cui le società di calcio sono viste sempre più come aziende che devono produrre utili, a dispetto di quello che dovrebbe essere la vera essenza dello sport, ci sono episodi che riconciliano e riportano al reale valore dello sport. Episodi che fanno innamorare sempre più della palla rotonda e del rettangolo verde, come quello avvenuto nel campionato di Terza Categoria della delegazione di Foggia, che riempie di orgoglio ed emozione due componenti della stessa famiglia, padre e figlio che si trovano ad indossare e a difendere nella stessa gara i colori della loro squadra del cuore. Stiamo parlando di Emilio e Giuseppe Soldano, rispettivamente padre e figlio tesserati con l’F.C.D. Sporting Torremaggiore. Nella gara disputata al campo comunale di Lucera e valida per il campionato di terza categoria, papà Emilio classe 1976 e capitano della squadra dello Sporting Torremaggiore ha tenuto a battesimo l’esordio del figlio Giuseppe classe 1976, difensore centrale della squadra dell’alto tavoliere. Probabilmente papà Emilio quando il figlio Giuseppe ha indossato per la prima volta le scarpe con i tacchetti e la casacca rossoblù del Torremaggiore, mai avrebbe immaginato che il sogno di condividere la stessa partita con il figlio, non da semplice genitore/spettatore ma da compagno di squadra, sarebbe diventato realtà. Abbastanza provato ed emozionato Emilio Soldano giocatore e capitano della squadra si lascia andare ad una dichiarazione per descrivere il momento speciale che lo sport e il calcio in particolare gli ha regalato: “Sognavo da tempo questa giornata, condividere con mio figlio la stessa squadra, la stessa maglia, lo stesso spogliatoio ha un sapore del tutto particolare e speciale oltre che unico.  Entrambi – continua capitan Emilio – abbiamo indossato sin da piccoli la stessa maglia rossoblù del Torremaggiore, da quando esiste questa società a dimostrazione di quanto siamo attaccati e teniamo a questi colori. Adesso con orgoglio di genitore ma soprattutto di sportivo dico che toccherà a mio figlio Giuseppe continuare la strada intrapresa da me anni fa e prendere il testimone che in qualche modo gli sto passando, sperando di avergli trasferito che dovrà credere sempre con maggiore consapevolezza in ciò che fa, magari correndo più dell’avversario. Solo con questa consapevolezza e convinzione, così come ho fatto io, potrà raggiungere obiettivi che inizialmente possono sembrare solo un sogno, e quello che ci troviamo a raccontare oggi ne è la prova.” Infine Emilio Soldano in virtù della propria esperienza e dell’aver visto il suo sogno realizzarsi, afferma che i sogni bisogna cercarli e rincorrerli, altrimenti rischiano di rimanere tali. Ci sentiamo di condividere il pensiero del Sig. Soldano che potrebbe rappresentare un vero e proprio spot per i giovani calciatori che si affacciano nel vasto e complicato panorama calcistico dilettantistico. Una storia, quella di Emilio e Giuseppe Soldano, che non capita tutti i giorni e che mette in evidenza ancor di più quanto sia bello il gioco del calcio e lo sport in generale e soprattutto quanto belle possono essere le emozioni che è in grado di regalare. 

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