Un amore legato dal destino e arrivato con un colpo di fulmine

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Mi vide, mi amò, lo vidi, l’amai. Si può riassumere con questa frase di Pierre Du Ryer la storia d’amore tra Davide Petermann e Valentina Di Franco. Per loro il destino aveva riservato già l’incontro ancor prima di conoscersi. “La nostra storia è un po’ particolare perché Davide mi aggiunse su facebook all’inizio del 2015 però non ci siamo mai visti di persona e nemmeno ci siamo mai scritti. Pur avendo tanti amici in comune”. – racconta Valentina con gli occhi che iniziano a brillare – “Una sera di giugno, il destino ha voluto che ci incontrassimo nello stesso locale ed è stato un colpo di fulmine. Ci siamo presentati e la sera dopo siamo usciti e poi non ci siamo più staccati e sono 7 anni e mezzo”.
Un vero e proprio colpo di fulmine proprio come il loro tatuaggio. “È stato un colpo di fulmine tra di noi e infatti ci siamo entrambi tatuati dietro al collo un fulmine”. – continua – “Ho sempre seguito Davide dovunque in giro per l’Italia (ndr isole comprese), lavoro permettendo, e quando non potevo essere presente allo stadio non mi sono mai persa una partita alla televisione”.
Il calcio è sempre stato presente nella vita di Valentina che seguiva la Roma allo stadio Olimpico. “Ho sempre seguito il calcio perché andavo allo stadio per seguire la Roma, in curva Sud, ma non sono una tifosa sfegatata”. – afferma – “Cerco però di seguire sempre le partite di Davide perché è lui che mi interessa e poi lui stesso mi chiede dei feedback”.
Ci sono vittorie e sconfitte durante l’anno per i calciatori ma queste situazioni sono vissute con momenti particolare anche dalle fidanzate. “Dopo una vittoria succede che siamo tutti felici, ne parliamo e si festeggia ma se è sconfitta inizia il mutismo”. – racconta – “A cena si sta in silenzio, non si esce e diventa un mood black che termina nei giorni a seguire con piccole aperture. Mentre il prepartita è sempre vissuto con tensione. Non ci sono riti scaramantici in particolare ma quando Davide entra in campo dà un bacio al tatuaggio del fulmine, che abbiamo entrambi, perché è il suo portafortuna”.
Una partita però porta ansia e tensione collegate anche a un pizzico di paura. “Vivo la partita con tensione al massimo ma quando ci sono scontri fisici ho tanta paura”. – continua – “Quando ci siamo fidanzati nel 2015, Davide giocava a Santarcangelo ed ebbe un bruttissimo infortunio al crociato e abbiamo passato mesi infernali. Lui è stato operato a Monza ed essendo di proprietà del Palermo ha poi dovuto fare la fisioterapia lì. Ovviamente ho seguito Davide durante tutto il percorso, dall’operazione fino alla riabilitazione. E da allora ogni volta che ci sono scontri fisici ho veramente paura perché basta poco per farsi male”.
La gioia più grande per scaricare la tensione accumulata durante una partita è quando Davide segna. “Quando lui segna casca il tetto di casa (ndr ride) perché inizio ad urlare scaricando la tensione”. – racconta – “Ho la sua maglia del Foggia che mi ha regalato lo scorso anno dopo il derby giocato contro il Bari. La indosso ogni volta sia allo stadio che a casa come portafortuna. I suoi gol sono dedicati a me anche se quando segna lui si gode il momento. Ma da un po’ sono dedicati anche a Karol, la nostra cagnolina”.
Una storia strappalacrime quella di Karol, una cucciola di Amstaff trovata dopo un allenamento. “La storia di Karol è bellissima. È nata lo scorso anno, il 13 settembre” – racconta – “Ero a Trani con le fidanzate degli altri calciatori mentre loro si stavano allenando. Ad un certo punto Davide mi chiama per dirmi che fuori dal campo c’erano dei cani abbandonati e mi chiede se poteva prenderne uno. Ho risposto subito di sì anche perché sono amante dei cani e ne ho due, con i miei genitori, che ho salvato dal canile. Karol è una cucciola di Amstaff che ha anche un fratellino preso da Michele Rocca e oggi ha un anno ed è diventata la nostra vita”.
Una vita che è stata stravolta e che ha cambiato ogni cosa ma che ancora una volta è legata dal destino. “Karol ci ha stravolto la vita perché ci ha reso più famiglia e ci ha unito molto di più. Non ci sono più momenti vuoti”. – continua – “Davide poi è cresciuto molto diventando più uomo. Questa responsabilità lo ha reso più premuroso non solo con il cane ma anche con me. Il destino ci ha messo lo zampino anche con Karol perché quando ci siamo fidanzati pensavamo già a come potesse essere il nostro futuro, con una casa e un cane Amstaff. Il destino ha voluto che incontrassimo Karol sul nostro cammino. Devo dire che ogni cosa sta andando come doveva andare e come volevamo noi”.
Si dice in giro che le fidanzate dei calciatori sono privilegiate e vivono una bella vita. “Non è così. Smonto quello che la gente pensa perché essere la fidanzata di un calciatore significa avere una vita piena di sacrifici”. – puntualizza – “Fare il calciatore non è facile, si vive lontano da tutti. Davide è andato via di casa a 15 anni, ha dovuto lasciare tutto e imparare a vivere da solo. Quando ci siamo messi insieme ha sofferto tanto come me perché dovevamo imparare a vivere a distanza e non è facile. Non è tutto così bello come pensa la gente. Si vive contando i giorni e le settimane, organizzando ogni cosa e ogni volta non è semplice soprattutto se lavori”.
La cosa bella dell’essere fidanzata con un calciatore è il legame che può instaurarsi con le altre compagne che spesso diventano famiglia. “Ho un bel rapporto con le altre fidanzate dei calciatori. Lo scorso anno abbiamo creato un bel gruppo”. – racconta – “Ho legato subito con Benedetta, la fidanzata di Martino, e Lucrezia, fidanzata di Alastra. Poi ho conosciuto la compagna di Ferrante (Alexis lo conoscevo prima di incontrare Davide. Abitava a Roma e avevamo lo stesso gruppo di amici). Ho però un bel rapporto con tutte e il gruppo è ancora attivo. Purtroppo qualcuno non gioca più nel Foggia e ci è dispiaciuto tanto. Anche negli anni scorsi ho legato con alcune fidanzate che sento ancora come la compagna di Bernardotto, il miglior amico di Davide, con cui abbiamo fatto vacanze e feste insieme”.
Il piatto preferito di Davide? “Da romano ovviamente preferisce la pasta, come la carbonara e l’amatriciana. Lui poi è un mangione”. – continua – “Durante l’anno però fa la dieta ed è molto attento, poi l’estate si lascia andare un po’. A casa in frigo si trovano solo cose salutari (petto di pollo, riso, uova, petto di tacchino e crostatine per la merenda)”.
Un calciatore può avere caratteristiche in campo che si rispecchiano anche nella vita di tutti i giorni. “Penso che Davide sia la stessa persona sia in campo che fuori”. – afferma – “C’è una cosa che mi fa ridere molto quando guardo le partite è quando lui ogni tanto sbuffa e allarga le braccia. Ecco questo gesto lo fa anche a casa o in macchina nel traffico. Davide è buono, disponibile con tutti e aiuta il prossimo. È un simpaticone anche se ci sono giornate in cui è polemico. Davide è bravo, bello e buono. Come calciatore invece ha tanta voglia di fare e di esplodere in campo. Lo scorso anno ho visto Davide esplosivo come non l’avevo mai visto. È uscito fuori il Petermann migliore”.
L’esplosione dello scorso anno di Davide è sicuramente legata a mister Zdenek Zeman. “L’anno scorso quando Davide è stato chiamato dal Foggia e ha saputo che come allenatore c’era Zeman ha detto subito di sì”. – racconta – “Durante il ritiro ricordo che mi raccontava che moriva di fame (ndr ride). Sugli allenamenti mi raccontava che erano tosti e facevano i gradoni con un caldo pazzesco. Ma poi è servito tutto perché i risultati si sono visti anche a livello di crescita personale. Una volta che conosci Zeman ti entra dentro e poi è veramente un grande. Ho avuto la fortuna di conoscere mister Zeman e ho avuto l’onore di vedere Zeman spegnere la sigaretta per farsi una foto con me”.
Bisogna però fare i conti anche con le tifose che con il mestiere del calciatore sono inevitabili. “Sono gelosa di Davide anche se lo ero molto di più ai primi tempi quando non si era creato ancora un rapporto di fiducia completa tra di noi”. – continua – “Ricordo che gli arrivavano molti messaggi e follower sui social. Scrivevano ‘Facci un gol’, ‘Ti ho visto ieri uscire dal campo’, ma erano molte ragazzine. Ammetto che ero molto gelosa poi ho capito che fa parte del gioco ma non mi ha mai dato modo di dubitare di lui quindi sono serena perché lui è un ragazzo molto serio. Poi con Karol è difficile che si possa avvicinare qualcuna (ndr ride)”.
Il rapporto con la città di Foggia è molto bello nonostante qualche raccomandazione prima di arrivare lo scorso anno. “Quando dovevamo venire a Foggia ci dicevano di stare attenti ma non è vero. Ho visto città peggiori. Si sta tanto bene a Foggia, è piena di gente, giovani e negozi”. – continua – “È una città calda e calorosa e basta vedere lo stadio con i tifosi, che come loro non ho mai visto in altre città. Prima di venire qui Davide guardare i video sui tifosi del Foggia ed è rimasto a bocca aperta perché sono stupendi. Ho espresso la volontà di poter andare almeno una volta durante la partita in una delle due curve perché voglio vivere le emozioni che si provano cantando in mezzo a loro, anche se canto anche dalla tribuna”.
Valentina è una ragazza seria e solare che a Roma lavora e anche tanto ma certi episodi simpatici di Davide riescono a farle superare i momenti difficili sul posto di lavoro. “C’è un episodio che mi fa tanto ridere. Qualche volta dico a Davide che in un parcheggio la macchina non entra e lui mi risponde che è un centrocampista e ha occhio su tutto”. – racconta – “Questa frase sta diventando anche mia quando lavoro. Con la mia azienda abbiamo aperto un laboratorio di rigenerazione dei modem all’interno del carcere femminile di Rebibbia a Roma. Mi occupo del lavoro e delle ragazze che si trovano detenute all’interno del carcere. Produciamo dei modem che saranno in commercio e spesso dobbiamo spostare le pedane e quando le ragazze mi dicono che la pedana non entra in un posto mi giro e affermo ‘Sono la fidanzata di un centrocampista’ e loro ridono tanto”.
La pandemia, il Covid e la crisi del settimo anno sono step importanti che però non hanno scalfito il loro rapporto. “Non siamo una coppia che gira per strada mano nella mano. Però nel nostro intimo siamo molto uniti e complici. Siamo uguali e abbiamo le stesse passioni. Nel tempo libero guardiamo le serie Tv su Netflix. Durante il Covid in casa abbiamo giocato a giochi di società e poi lui è un rosicone. Durante la pandemia non eravamo insieme perché lui era a Vibo e io a Roma ed è riuscito a rientrare dopo un mese e mezzo. Quando eravamo insieme non ci vedevamo mai perché lui era attaccato alla playstation e io in smartworking. Però è andata bene perché ci vedevamo solo ai pasti. Abbiamo superato la Pandemia e la crisi del settimo anno”.
Il viaggio è una cosa che accumuna sia Davide che Valentina e l’ultimo è stato in Messico durante le vacanze estive. “Ci piace molto viaggiare e appena possiamo lo facciamo anche per staccare dalla routine”. – continua – “L’ultimo viaggio che abbiamo fatto è stato in Messico quest’estate. È stato bellissimo ma non ci siamo riposati un attimo perché Davide non si ferma mai nemmeno in vacanza. Con lui non c’è mai relax. Il Messico è bellissimo e consiglio di visitarlo”.
Anche Valentina ha tanti sogni da realizzare ma ce n’è uno più grande degli altri e che spera possa realizzarsi presto. “Un sogno? Vorrei formare una bella famiglia unita”. – confessa – “La cosa che mi è sempre mancata è la mia famiglia unita. Perché ho i miei genitori che sono argentini e si trovano a Roma ma tutto il resto della famiglia è in Argentina. Il mio sogno più grande è quello di diventare mamma e spero che possa avversarsi presto”.
E infine un messaggio per Davide: “Sono fiera e orgogliosa di lui, del ragazzo che era e dell’uomo che è diventato ma anche del calciatore che scende in campo”.

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